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Tamponi obbligatori all’arrivo in Sardegna: misura legittima

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Tamponi obbligatori all’arrivo in Sardegna: misura legittima

Si prospetta un’estate con tampone per quei turisti che vorranno trascorrere le loro vacanze in Sardegna. Confermata, almeno per ora, l’ordinanza, datata 5 marzo 2021, con cui il presidente della Regione Sardegna prevede tamponi molecolari obbligatori per le persone che sbarcano sull’isola (Consiglio di Stato, decreto cautelare di oggi)

Pomo della discordia è il provvedimento con cui, all’inizio di marzo di quest’anno, vengono fissate «misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da COVID-19 nel territorio regionale della Sardegna». In sostanza, il presidente della Regione prevede tamponi molecolari obbligatori e misure restrittive per i viaggiatori che sbarcano sull’isola.

Le limitazioni vengono contestate da un cittadino che sostiene ci si trovi di fronte a «esami invasivi, trattamento di dati sensibili non autorizzato» e «ulteriori restrizioni» non accettabili e chiede almeno una sospensione dell’ordinanza.

In prima battuta a essere chiamato in causa è il TAR Sardegna. In questo caso, i Giudici respingono l’ipotesi di una «sospensione dell’efficacia dell’ordinanza» e osservano che «il danno prospettato» dal cittadino «non riveste caratteri di estrema gravità».

Va però tenuto presente che la questione verrà approfondita nel merito nell’udienza del 17 marzo prossimo al Tar Sardegna.

A dare torto al cittadino provvede ora anche il Consiglio di Stato. Condivisa dai Giudici la linea tracciata dal TAR Sardegna: mancano, in sostanza, le prove della irreparabilità e della gravità del danno lamentato dal cittadino.

In particolare, i Giudici sottolineano che «il carattere di invasività e pericolosità di misure precauzionali, quali il tampone molecolare, è smentito dalla circostanza pacifica che non sono emerse, dopo circa dodici mesi dall’esplosione pandemica e la somministrazione di milioni di tamponi (sia molecolari che antigenici), evidenze scientifiche tali da superare, a fronte del possibile limitato disagio di chi si sottopone alla misura precauzionale, il beneficio evidente e prioritario per la salute pubblica». Beneficio che, spiegano i giudici, «consiste nella tracciatura e prevenzione – per i tamponi – e nella immunizzazione – per i vaccini –».

Tirando le somme, la misura adottata dalla Regione Sardegna «ha permesso sinora di garantire sull’isola un costante livello assai limitato di contagio» e «appare coerente con gli obiettivi primari di precauzione che le autorità statali e regionali sono obbligate a perseguire».