Gli algoritmi per il food delivery discriminano i rider: il Garante Privacy sanziona la società Foodinho
È quanto deciso dal Garante Privacy con il provvedimento del 10 giugno 2021, n. 234.
In seguito ad alcune ispezioni sulle modalità di gestione dei lavoratori di alcune delle principali società di food delivery che operano in Italia, tra cui la società Foodinho (controllata da GlovoApp23), il Garante per la protezione dei dati personali ha riscontrato numerose violazioni della normativa privacy, dello statuto dei lavoratori e della recente normativa a tutela di chi lavora con le piattaforme digitali.
Tra tali violazioni, l’Autorità ha rilevato molteplici illeciti inerenti gli algoritmi utilizzati per la gestione dei lavoratori tra cui:
– la mancanza di adeguata informazione dei lavoratori riguardo il funzionamento del sistema;
– la mancanza di garanzie sull’esattezza e la correttezza dei risultati dei sistemi algoritmici utilizzati per la valutazione dei rider;
– la mancanza di procedure per esprimere la propria opinione e contestare le decisioni adottate mediante l’utilizzo degli algoritmi in questione;
– l’esclusione di una parte dei rider dalle occasioni di lavoro.
Per questi motivi, il Garante italiano ha sanzionato la società per ben 2,6 milioni di euro e le ha prescritto sia di individuare misure per tutelare i diritti e le libertà dei rider a fronte di decisioni automatizzate, sia di verificare l’esattezza e la pertinenza dei dati utilizzati dal sistema, al fine di minimizzare il rischio di errori.
La società dovrà anche individuare misure che impediscano utilizzi impropri o discriminatori dei meccanismi reputazionali basati sul feedback dei clienti e dei partner commerciali e dovrà, inoltre, modificare il trattamento dei dati dei propri rider, verificando che gli algoritmi di prenotazione e assegnazione degli ordini di cibo e prodotti non producano forme di discriminazione.
Il Garante ha concesso a Foodinho 60 giorni di tempo per avviare le misure necessarie per correggere le gravi violazioni rilevate e ulteriori 90 giorni per completare gli interventi sugli algoritmi.
Qui il provvedimento del Garante Privacy del 10 giugno 2021, n. 234