Centro estetico chiuso per emergenza sanitaria: il Tribunale ordina di non incassare gli assegni per il canone di locazione
Così il Tribunale di Bologna con il decreto n. 4976/20, del 12 maggio scorso.
Il Tribunale era stato investito della richiesta della titolare di un centro estetico di emanare un decreto inaudita altera parte per bloccare l’incasso di alcuni assegni bancari emessi a garanzia del pagamento dei canoni locatizi dell’immobile in cui svolgeva l’attività per il periodo aprile-luglio 2020. L’istante rappresentava l’impossibilità di procedere al pagamento a causa delle misure restrittive in vigore per il contrasto dell’epidemia da Covid-19 che l’hanno costretta alla chiusura dell’attività dal 24 febbraio 2020 fino a, presumibilmente, il 18 giugno 2020. Veniva inoltre sottolineata la pendenza di concrete trattative con la controparte per la pattuizione di una temporanea riduzione del canone locatizio. La ricorrente deduce inoltre ragioni di urgenza per i potenziali effetti pregiudizievoli che potrebbe subire laddove, dopo che i titoli posti all’incasso non fossero pagati per difetto di provvista, fosse segnalata al CAI.
Il Tribunale accoglie l’istanza e ordina ai sensi dell’art. 669-sexies, comma 2, c.p.c., salva conferma o revoca con successiva ordinanza, di non mettere all’incasso gli assegni.
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