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Compenso avvocato: la motivazione è apparente se per la quantificazione il giudice fa generico riferimento agli atti di causa

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Compenso avvocato: la motivazione è apparente se per la quantificazione il giudice fa generico riferimento agli atti di causa

compenso avvocati | 22 Maggio 2020

Compenso avvocato: la motivazione apparente se per la quantificazione il giudice fa generico riferimento agli atti di causa

di Andrea Greco – Avvocato

Quando occorre stabilire il compenso professionale a norma del d.m. n. 127/2004 (art. 6, comma 1) per la difesa svolta in primo grado e del d.m. n. 55/2014 (art. 5) per quella in secondo grado, il valore della causa va determinato ai sensi dell’art. 10 c.p.c.. Va dunque cassata con rinvio la decisione del giudice del gravame che si limiti nel quantificare il compenso professionale dovuto a far generico riferimento alle risultanze processuali, senza esplicitare il proprio percorso argomentativo solo apparente, perché non consente di individuare i dati che ha preso in considerazione per pronunciarsi sulla causa.

(Corte di Cassazione, sez. II Civile, ordinanza n. 9378/20; depositata il 21 maggio)