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Law-firm News

Le ultime news giuridiche
LAW FIRM - STUDIO LEGALE PAOLO SPATARO > Law-firm News (Page 346)

Opposizione a decreto ingiuntivo e nullità dell’atto di citazione per vizio della vocatio in ius

Nel caso di vizio della vocatio in ius, derivante dalla mancata indicazione in un atto di citazione degli elementi di cui all’art. 163, comma 3, n. 1) e 7), c.p.c., l’art. 164 c.p.c. non pone limiti temporali o procedimentali alla possibilità di sanare la nullità della citazione e, pertanto, la sanatoria derivante dalla costituzione del convenuto può avvenire anche tramite la proposizione dell’atto di appello, senza che ciò escluda però la nullità del giudizio svoltosi in violazione del contraddittorio.  
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Nessuna contraffazione se il marchio è debole: ‘Impero Uomo’ e ‘Imperial’ non sono confondibili

I marchi deboli sono tali in quanto risultano concettualmente legati al prodotto o per l’uso di parole di comune diffusione (come nel caso di “Imperial”) che possono essere oggetto di un diritto esclusivo. La loro debolezza, tuttavia, non incide sull’attitudine alla registrazione ma soltanto sull’intensità della tutela che ne deriva.
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Concordato in continuità, liquidatorio o misto: come distinguerli e quale disciplina è applicabile

Il concordato preventivo in cui alla liquidazione atomistica di una parte dei beni dell’impresa si accompagni una componente di qualsiasi consistenza di prosecuzione dell’attività aziendale rimane regolato nella sua interezza, salvo i casi di abuso, dalla disciplina speciale prevista dall’art. 186-bis l. fall., che al primo comma espressamente contempla anche una simile ipotesi tra quelle comprese nel suo ambito; tale norma, peraltro, non prevede alcun giudizio di prevalenza tra le porzioni di beni a cui sia stato assegnato una diversa destinazione, ma una valutazione di idoneità dei beni sottratti alla liquidazione ad essere organizzati in funzione della continuazione, totale o...

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La responsabilità ‘illimitata’ del liquidatore verso i creditori insoddisfatti dopo la cancellazione della società

Il decisum in rassegna affronta la problematica relativa alla responsabilità del liquidatore nei confronti dei creditori sociali, espressamente disciplinata dall’art. 2495 c.c.. Nello specifico, si tratta di stabilire quali siano i presupposti in presenza dei quali i creditori possano far valere le proprie ragioni nei confronti del liquidatore della società cancellata dal registro delle imprese.
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Costituzione in giudizio della parte civile mediante sostituto processuale

La presentazione in udienza della dichiarazione di costituzione di parte civile, ritualmente sottoscritta dal difensore munito di procura speciale alle liti, può essere delegata al sostituto processuale, costituendo tale atto mera esplicazione dello stesso mandato alle liti, ove conferito con l’espressa facoltà di avvalersi di sostituti processuali.    
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Ebbrezza alla guida: l’iter procedimentale per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità

Spetta all’autorità giudiziaria sollecitare il soggetto condannato a prendere contatto con la struttura di riferimento, attraverso una specifica comunicazione inviatagli, così da poter configurare a suo carico un obbligo che, ove rimasto inadempiuto, consenta di attivare la procedura per la revoca della pena sostitutiva e per il ripristino della pena sostituita.  
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Legittima la motivazione dell’accertamento che riproduca pedissequamente il contenuto del PVC

In tema di atto amministrativo finale di imposizione tributaria, la motivazione “per relationem”, con rinvio alle conclusioni contenute nel verbale redatto dalla Guardia di Finanza nell’esercizio dei poteri di polizia tributaria, non è illegittima, per mancanza di autonoma valutazione da parte dell’Ufficio degli elementi da quella acquisiti, significando semplicemente che l’Ufficio stesso, condividendone le conclusioni, ha inteso realizzare una economia di scrittura che, avuto riguardo alla circostanza che si tratta di elementi già noti al contribuente, non arreca alcun pregiudizio al corretto svolgimento del contraddittorio.
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Nel rito del lavoro la mancata notifica dell’appello ne determina l’improcedibilità

Nel giudizio d’appello soggetto al rito del lavoro il vizio dell’omessa o inesistente notificazione è assolutamente insanabile e comporta la decadenza dell’attività processuale, poiché non è consentito al giudice assegnare all’appellante un termine per provvedere alla rinnovazione di un atto mai compiuto o giuridicamente inesistente.    
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